Le Origini

Renato nasce il 31 agosto 1935 a Pesaro. Sin da bambino frequenta il porto e si appassiona alle lavorazioni sulle imbarcazioni, soprattutto pescherecci. Questa passione lo porta ben presto ad acquisire una grande capacità di comprendere le leggi fisiche del galleggiamento, del comportamento degli scafi in velocità, della propulsione meccanica.
Fu grazie a Renato che il signor Luciano Mochi Zamperoli riuscì a risolvere un grave problema che lo affliggeva con riguardo a una piccola imbarcazione di sua proprietà. Il natante aveva problemi di navigazione e con l’intervento di Renato Raffaelli tornò in mare navigando perfettamente.
Ciò bastò perché il giovane Renato venisse chiamato dal signor Mochi a lavorare per lui, fondando così la Mochi Craft (cantiere che a sua volta ha rappresentato un pezzo importante di storia dello yachting pesarese e italiano). Nasce così la prima imbarcazione costruita interamente dal giovane Renato: un Mochi Tahitian.
Nasce Raffaelli Costruzioni Nautiche

Ma Renato, dopo qualche anno, soffriva il fatto di non poter esprimere quello che aveva dentro. Si sentiva limitato nel dover semplicemente riversare la propria passione su ciò che non era una propria creatura. Fu così che nel 1962 fondò la Raffaelli Costruzioni Nautiche.
Prese così avvio l’attività di un cantiere e Renato fu tra i primi a utilizzare la vetroresina stratificata, una svolta epocale rispetto all’uso del legno che aveva costituito l’unica tecnologia applicabile fino a quel momento. Si trattò solo della prima di una lunga serie di innovazioni che hanno portato la Raffaelli a essere uno dei cantieri più all’avanguardia nel settore.
Modello dopo modello l’azienda crebbe ogni anno e oggi può vantare una produzione di oltre 1.500 imbarcazioni totali (purtroppo non si ha il numero preciso in considerazione del fatto che la registrazione delle unità prodotte è stata introdotta solo diversi anni dopo la costituzione della società).
Una Storia di Successi

Vale la pena di ricordare i modelli di successo creati dalla genialità di Raffaelli, coadiuvato da architetti e designers che ha saputo scegliere con cura, individuandoli tra coloro che sono stati capaci di tradurre in disegni e progetti le proprie idee. La prima imbarcazione Raffaelli è stata Compass Rose, una lunghezza di 9,40 metri con due motori Perkins 170 hp, una matrimoniale a prua con bagno, due cabine ospiti e una cucinetta in pozzetto. Ha fatto seguito il Regal 35’ (nella doppia versione Open e Fly-Bridge). E’ stata l’imbarcazione che ha contraddistinto la coraggiosa decisione di Renato Raffaelli di passare dall’uso del legno a quello della vetro-resina (scafo e coperta furono costruite in vetro-resina e la sovrastruttura in legno). Si può immaginare la titubanza e l’apprensione di Raffaelli che da un lato metteva coraggiosamente un piede nel futuro, ma dall’altro doveva fare i conti con un salto nell’ignoto legate all’utilizzo di quel materiale nuovo per uso navale.
Non si possono non sottolineare i successi, andati oltre le più rosee previsioni, di modelli quali, oltre il Compass Rose, la serie Typhoon (Typhoon Day, Fly e Supertyphoon) negli anni ‘70, lo Storm e il Mistral a fine anni ’80, per arrivare al Maestrale, Levante e Shamal in epoche più recenti. Tutti modelli di successo che hanno avuto diverse imitazioni.
Si tratta di modelli che, a fianco di quelli più recenti, costituiscono la gamma attuale. Chiaramente si sono evoluti coerentemente con i nuovi stili, gusti e design, oltre che essere ovviamente stati arricchiti di dotazioni, apparati e, più in generale, di tecnologia, al passo con i tempi (e a volte precorrendoli). Ma non hanno perso minimamente quelle caratteristiche intrinseche che li hanno caratterizzati da sempre: qualità basata sulla ricerca dell’eccellenza e del particolare, sicurezza per lo yacht e per coloro che lo vivono, nei porti, in rada e, soprattutto, in navigazione.
La Filosofia Raffaelli in una frase

Renato un giorno disse delle proprie creazioni che si trattava di imbarcazioni  “per uomini di mare, diversi da un mare di uomini”.
Una frase semplice ma diventata un motto scolpito nel tempo (siamo negli anni ‘80) e che risulta ancora oggi così attuale.
E’ così che il figlio Giampiero, i suoi più stretti Collaboratori e tutti i Lavoratori dell’azienda continuano a provare e far provare quelle emozioni che suscita uno yacht Raffaelli quando “punta la prua al largo e dalla costa occhi incantati ammirano la sua scia”.